| Riciclo
La possibilità di riciclare granulato dasfalto ottenuto dalla frantumazione di croste stradali è la più recente novità in campo ambientale del CO.MI.BIT.
In pratica, per gli strati portanti, alla miscela prodotta con materia prima nuova viene aggiunto un certo quantitativo di granulato dasfalto (di regola circa il 30%). In questo modo si risolvono due problemi. Primo: non è più necessario portare in discarica le croste stradali (che sono composte di materiale di valore: inerti pregiati e legante). Secondo: si usa meno materia prima vergine, in modo da prolungare nel tempo luso dei giacimenti di inerti esistenti.In altre parole è un contributo ad un uso parsimonioso del territorio.
La tecnica del riciclo consiste nel riscaldare prudentemente (circa 20gradi) il granulato dasfalto in un apposito tamburo parallelo. Il materiale di riciclo viene depositato in sili coibentati, pesato e aggiunto alla miscela nuova al momento della miscelazione. I gas di scarico del tamburo del materiale di riciclo vengono convogliati nel tamburo degli inerti nei pressi della fiamma. In questo modo i fumi subiscono una post combustione, tale da ridurre sensibilmente le emissioni di composti organici (VOC) dovuti al riscaldamento del bitume. Vengono così ottemperate anche le prescrizioni delIOlAt riguardo queste emissioni. Il tamburo del materiale di riciclo non può funzionare da solo: i due tamburi devono operare in parallelo, in modo da assicurare la post-combustione dei fumi di scarico. Per questa ragione, in regime stazionario, nel prodotto finito la percentuale di granulato dasfalto non potrà superare il 50%.Per produrre miscela bituminosa riciclata è necessario una verifica preliminare del granulato dasfalto. In particolare bisogna determinare: estrazione e ricupero del legante contenuto di legante penetrazione del legante ricuperato anello e biglia del legante ricuperato granulometria In base ai risultati di queste prove, viene adattato il dosaggio
del bitume nella ricetta di fabbricazione.
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